Lo stato del Real Time Marketing

Cos’è il real time marketing? Quali sono le tattiche più utilizzate e con quali motivazioni? Wyn ha realizzato una ricerca intervistando 200 marketer (tra direttori e superiori) di grandi aziende (con fatturato di almeno 100 milioni di dollari) per fornire una istantanea più precisa sullo stato dell’arte di questa pratica. I risultati forniscono utili spunti per imprese, organizzazioni e comunicatori italiani spesso ancora in ritardo su questo fronte.

Per la maggioranza degli intervistati il Real Time Marketing (d’ora in poi RTM) consiste nella capacità dell’azienda di rispondere in pochi minuti ad un evento, mentre il 26% parla invece di secondi. Tuttavia le prestazioni reali rimangono al di sotto delle aspettative dal momento che solo il 4% riesce a rispondere in meno di un minuto, il 25% in meno di 15, il 26% tra i 16 e i 30 minuti e tutti gli altri in un tempo maggiore .

Riguardo alle tattiche più utilizzate il 62% cita l’invio di email automatiche al verificarsi di un certo evento, il 58% la capacità di reagire rapidamente a notizie, trend ed eventi sui social media e di coinvolgere i consumatori dialogando sui social, il 57% di produrre contenuti personalizzati sulla base di queste interazioni ma anche contenuti aggiornati di frequente e originali (54%). Le offerte via email o app basate sulla geolocalizzazione degli utenti (quindi l’uso delle tecnologie più recenti e all’avanguardia) viene citato, invece, solo da una minoranza del campione (34%).

Infine la ricerca indaga le motivazioni alla base dell’uso delle strategie di RTM. Tra queste le principali risultano la creazione e il rafforzamento delle relazioni con i clienti (56%), l’integrazione di contenuti esistenti, l’aumento della visibilità e del coinvolgimento sui social media e (49%), l’integrazione delle strategie di e-commerce e l’individuazione di nuovi segmenti di audience. Meno rilevanti l’utilizzo del RTM in ottica SEO o per individuare e ingaggiare influencers di settore, accrescere il tempo speso sul sito e analizzare il sentiment del brand.

Conclusioni

Dalla ricerca emerge, quindi, come tale strumento sia visto e usato in ottica fortemente relazionale (non a caso i social media sono tra i canali di comunicazione più impiegati) a fini di business. In altre parole si investe e si rafforza il rapporto con la propria audience per ricavarne vantaggi sfruttabili per le altre attività commerciali online e offline. Pertanto tale pratica risulta strettamente interconnessa con tutte le altre leve del marketing (dall’e-commerce all’email marketing alla content strategy e al community management) e con esse si deve necessariamente integrare e coordinare per raggiungere i risultati sperati. La crescente diffusione del mobile commerce e della navigazione da dispositivi mobili probabilmente renderà nel prossimo futuro più popolari pratiche ancora poco sfruttate (come la geolocalizzazione). Questo unito alle crescenti aspettative degli utenti digitali di tempi di reazione sempre più veloci rispetto a bisogni e desideri del momento rendono tale strategia sempre più centrale per aziende e organizzazioni.

Leggi l’articolo originale su Ferpi http://www.ferpi.it/lo-stato-del-real-time-marketing/

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