Periscope e la rivoluzione del livestreaming: usi sociali imprevisti e originali

Fioccano gli utilizzi di Periscope, l’app lanciata da Twitter per il livestreaming, sia da parte dei media mainstream (La Stampa che ha seguito il corteo di #NessunoTocchiMilano) che da semplici utenti. Ancora una volta sono questi ultimi a realizzare usi sociali originali e inaspettati che dimostrano il potenziale rivoluzionario e dirompente delle tecnologie socio-tecniche del web 2.0. E’ il ‘Game of Streaming’ per tutti, come sintetizza efficacemente Lia Celi su Lettera 43, le cui conseguenze sono ancora tutte da vedere….

Una settimana di grandi eventi che hanno visto Periscope protagonista: moltissimi gli accessi e le dirette tramite l’app che hanno testimoniato l’apertura dell’Expo, gli scontri di Milano, le celebrazioni del primo maggio ecc. Emblematico il caso più recente di chi ha affermato di aver visto il ‘match del secolo’ tra Pacquiao e Mayweather attraverso l’app di livestreaming senza pagare la visione dell’evento offerta, a caro prezzo, dalle pay tv. Questa visione condivisa tra utenti, dilettanti o meno, è stata tanto diffusa da scatenare l’entusiasmo di Dick Costolo che ha twittato in modo ironico come a vincere sia stato proprio Periscope! Un nuovo affondo per gli editori e i colossi della tv tradizionale certamente se non addirittura l’affermarsi di una nuova frontiera per la pirateria come afferma Andrea Spinosi Picotti su Social Listening! A prescindere dalla probabile reazione delle tv a pagamento che potrebbero anche sfociare in accordi e partnership con la stessa Twitter questo potrebbe portare (se già non è in atto) ad una modifica delle modalità di fruizione dei contenuti tv: il famoso ‘second screen’ diventerebbe ‘second live screen laddove non ci si limita a commentare ciò che si guarda in tv ma ci si sostituisce ad essa!!

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Al di là di questo tema, che comunque rimanda ad una problematica già presente da tempo sul web ovvero la tutela del copyright e la difficoltà di farsi pagare per i contenuti vista la facilità di accesso (più o meno legittimo) che la rete consente, ho avuto modo di osservare in questo periodo utilizzi svariati e molto spesso tanto originali da andare ben oltre le aspettative degli stessi ideatori come spesso succede con le forme socio-tecniche quali siti e applicazioni di social networking!!

Dalle testimonianze in diretta di semplici cittadini, quotidiani e inviati (nonché di politici come Ivan Scalfarotto … per rispondere a Lia Celi che auspicava una loro assenza tra gli users!) dei disordini a Milano contro l’Expo (#noexpo2015) e della successiva reazione dei milanesi targata #NessunoTocchiMilano (anche qui è significativo che oramai ci si combatta anche a colpi di hashtag !) a interviste molto poco convenzionali come la godibilissima ‘Galardi e Fuggetta spiegano in automobile l’agenda digitale’ di Stefano Epifani, alla diffusione di eventi di ogni tipo come il ‘Job Speed date’ organizzato da Cultura Lavoro….Tutto questo testimonia un fervore creativo che, se certamente si presta anche a usi banali e irrilevanti ai più, però apre la strada anche a nuove forme di produzione dei contenuti e di diffusione che hanno un potenziale dirompente se non rivoluzionario!

epifani su periscope

 

Mentre Periscope si gode questo momento di gloria che gli ha fruttato, tra l’altro, 1 milione di iscritti in soli 10 giorni, Meerkat ha anticipato nuovamente il suo concorrente presentando il supporto, ancora in beta, per utenti Android e per Facebook. In tal modo l’app si propone di ampliare il suo pubblico allontanandosi da Twitter, che gli aveva limitato l’accesso al grafo sociale proprio a favore di Periscope, e cercando di sfruttare la popolarità e i numeri del gigante dei social networks!

Solo l’osservazione attenta e analitica potrà rivelare quanto e quali di queste pratiche si affermeranno e le conseguenze socio-tecniche (nonché di business) che apporteranno. I veri ‘winners’ saranno loro!!!

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