I Consumi mediali degli italiani: sempre più push e sensibili alla curation dei contenuti

I nuovi dati dell’ Osservatorio News Italia presentati nei giorni scorsi restituiscono una fotografia interessante del panorama mediale italiano e dello ‘stato di salute’ delle fonti tradizionali e nuove di informazione. Numeri confermati dal 12° rapporto Censis/Ucsi che, inoltre, approfondisce il divario generazionale che caratterizza i consumi mediali della popolazione italiana. Tra le tante tendenze emergenti rivelate da queste indagini su una vorrei porre l’attenzione: la crescente importanza della Curation dei contenuti per gestire l’overload informativo di un ecosistema ‘esuberante’ e molteplice.

I risultati dell’indagine condotta dal gruppo di ricercatori del Larica dell’Università di Urbino Carlo Bo mostrano l’evoluzione del ricorso ai diversi media come fonti di informazione dal 2011 ad oggi.

Media-Informazione

Se la televisione rimane il medium informativo più utilizzato, anche se in calo, quello che colpisce di più in questi 4 anni è il forte incremento di Internet (di ben 20 punti percentuali dal 51 al 71%) e il, seppure atteso, crollo dei quotidiani (dal 63% al 46%).

I dati del Censis/Ucsi rilevano come questi mutamenti siano ancora più marcati nelle fasce di età più giovani (14- 29 anni). Per questi ultimi, infatti, la prima fonte di informazione è Facebook (71% in aumento dal 61.5% del 2011) seguita dai motori di ricerca (68.7%), dalla Tv (68.5%) e da Youtube (53.6%).

consumo_media_2015

Ma guardiamo nello specifico al Web e all’evoluzione in questo periodo (2011-2015) dei diversi canali informativi. I dati dell’Osservatorio-Italia sono molto interessanti in quanto capaci di catturare un trend in atto nel rapporto tra produzione, distribuzione  e consumo di informazione. I siti web dei quotidiani, seppure restano la fonte online principale, non mostrano una crescita rilevante come invece i siti ‘verticali’ specializzati su un certo argomento (dal 37 al 48%). I portali perdono visibilità (dal 60 al 51%) mentre aumentano in modo significativo gli amici su Facebook e i blogger. Twitter, nonostante si presenti come piattaforma per rimanere aggiornati sulle news del momento, rimane ancora relegato ad un consumo di nicchia.

Fonti-Internet

Questi numeri rivelano e confermano come sia cambiato il modo di fruire delle notizie online: più push che pull. A meno che non esista un interesse o una passione particolare (ed ecco il successo dei siti verticali e specializzati) non sono gli utenti che vanno a cercare l’informazione (sui siti dei giornali o sui portali) ma è l’informazione che arriva all’utente o dalle proprie reti sociali (gli amici su Facebook) o dagli esperti di settore (i blogger). Questo è il motivo per cui la home page dei quotidiani online perde di importanza dal momento che sempre più spesso si arriva direttamente alla pagina dell’articolo segnalato o commentato dai propri contatti social o dagli influencers. Da questo discende anche la rilevanza dell’attività di ‘curation’ dei contenuti ovvero della capacità di organizzare e mostrare le informazioni in modo da renderle facilmente reperibili e fruibili dal proprio target. Si tratta di una leva strategica fondamentale se si vuole emergere nel contesto di eccesso di offerta, di sovraccarico informativo a cui tutti siamo sottoposti fornendo contenuti rilevanti per il proprio pubblico e aiutando così a processare e ordinare la mole di dati disponibili.

E voi cosa ne pensate di questi dati? Attendo le vostre integrazioni e/o commenti in proposito!

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