Gli Hashtag sui social media: perché e come usarli

Il termine hashag fa parte del lessico quotidiano di tutti noi cittadini digitali insieme a twittare, postare, taggare, bannare e così via. Il suo significato è noto, quindi, più o meno a tutti ma un piccolo ripasso non fa mai male no? 🙂

Gli Hashtag  sono quelle parole precedute dal simbolo cancelletto (#) che servono a indicare immediatamente un argomento, un tema attraverso la parola chiave che è scritta subito dopo. Sono un ottimo strumento per organizzare e categorizzare i contenuti. Introdotti per la prima volta su Twitter  negli USA nel lontano 2007 (fonte wikipedia)  è con le proteste durante le contestate elezioni presidenziali in Iran del 2009 che hanno acquisito popolarità a livello internazionale. Oggi il loro utilizzo si è diffuso anche ad altri social media (tra cui Facebook, Pinterest, Instagram, Google plus) come etichette che funzionano attraverso collegamenti ipertestuali (attenzione però non sempre, su LinkedIn ad esempio non è così!).

PERCHE’ USARLI

Che tu sia, infatti, azienda, organizzazione o semplice individuo se vuoi rendere facilmente reperibili i tuoi contenuti o connetterti con argomenti o eventi di interesse per il tuo target non puoi fare a meno di utilizzarli.

  • Per prima cosa portano numeri ovvero vantaggi  a livello puramente quantitativo.Secondo Buffer i tweet con hashtag sono retwittati il 16% in più! Anche su Instagram il loro utilizzo si traduce in un incremento numerico di like grazie all’uso di quelli più comuni e ricercati dagli utenti.

primaonline hashtag

  • Per lanciare un iniziativa, una campagna in modo da renderla unica e immediatamente identificabile aiutando la sua diffusione sul web.

festa della donnahashtag musei

  • Molto utilizzato da programmi ed eventi tv per seguire e commentare in diretta ragruppando così le discussioni che avvengono in tempo reale. Allo stesso modo brand e aziende spesso li usano per inserirsi in conversazioni nel corso di eventi trending topic (termine che designa quegli hashtag che risultano tra i 10 più usati in quel momento sulla piattaforma) che attirare l’attenzione e l’interesse del pubblico (pensate al Super Bowl o a Sanremo!)

masterchef

  • Utile per categorizzare i propri contenuti (in modo molto simile ai tag nella Seo) per indicarne immediatamente il contenuto e renderli reperibili al pubblico interessato.

valentina citati  @vcitati    Twitter

COME USARLI

Al di là della modalità di uso è bene rispettare poche ma fondamentali regole per evitare di sprecare tempo e risorse o ancora peggio produrre effetti boomerang. Gli utenti digitali infatti sono in media molto attenti e non tollerano chi viola i codici non scritti di netiquette e di linguaggio online dimostrando di non rispettare l’ambiente in cui vogliono comunicare e l’audience a cui si vorrebbero rivolgere!!!

  • Al momento di creare un nuovo hashatg è bene, prima di lanciarlo, fare una ricerca per verificare che non sia già utilizzato da altri o per altri scopi per non creare sovrapposizioni poco piacevoli o fraintendimenti (come nel caso del commento riportato più o meno ironico sull’hashtag #Madonnachetempo). A tal fine si possono usare i motori di ricerca interni alle piattaforme social, tool automatizzati (da Glouk per Twitter a Hashtagify.me per Instagram) e lo stesso Google.

madonnachetempomadonnachetempo misunderstood

  • Il monitoraggio ex-ante suddetto può e dovrebbe essere svolto anche in seguito per analizzare e verificare chi e come parla di noi in riferimento a determinati argomenti. Questa analisi consente anche di trovare hashatg diversi da quelli ufficiali che magari si sono imposti autonomamente tra gli utenti o a identificare gusti, preferenze, bisogni del nostro target in modo da modificare e calibrare la comunicazione futura di conseguenza. Ecco un esempio di ricerca con l’hastag della Social Media Week di Milano appena trascorsa

Tweet per l'hashtag #SMWmilan su Twitter (1)

  • Quanti usarne? Social Media Today in questo articolo suggerisce di non usarne più di tre in media e mai più di otto in uno stesso post (altrimenti viene considerato come spam). Attenzione però alle caratteristiche delle diverse piattaforme! Su Instagram, infatti, il numero di hashtag impiegati è molto superiore (fino a 30) tra quelli più comuni e quelli unici e originali. Anche in questo caso si consiglia però di non eccedere e di privilegiare la qualità e la creatività alla quantità.

Edmund Lee  @EdmundSLee    Twitter

  • Evitate il crossposting. Ogni social media ha come ho detto le sue regole, il suo linguaggio e codice di comportamento anche per quanto riguarda l’uso degli hashtag (non solo quanti usarne ma anche dove come dimostra il tweet riportato qui sotto). E’ bene pertanto rispettarle per non generare fastidio o passare inosservati.

hashtag sapevateloinstagram hashtag

Cosa ne pensate di queste regole? Quali applicate quotidianamente?

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