Facebook: le ultime novità e le loro conseguenze sul social media marketing

All’inizio del nuovo anno un dato rimane certo alla luce delle diverse indagini e statistiche pubblicate in questi giorni per offrire una panoramica sullo stato dei social media nel 2014 e le loro prossime evoluzioni (Pew Research e Did It tra gli altri): il primato incontrastato di Facebook sia come numero di utenti che come capacità di coinvolgimento.

Proprio per il ruolo centrale che il sito continua a rivestire è necessario essere consapevoli degli ultimi cambiamenti (alcuni già in atto e altri di prossima introduzione) della piattaforma e delle loro conseguenze per le strategie di social media marketing dei vari brand. Vediamo insieme le principali novità:

–  Aggiunta di caratteristiche SEO al graph search di FB

Facebook ha di recente modificato la funzione di graph search per rendere i contenuti più facilmente reperibili aggiungendo altre caratteristiche tra cui le ricerche simili ai risultati di ricerca di Google. Ciò significa che il punteggio di una pagina Fb di una azienda o attività di una certa zona e, quindi, la sua posizione nei risultati di ricerca dipenderà da fattori legati soprattutto al numero di menzioni ricevute dagli utenti di Fb di quella zona unite ai n. di mi piace della pagina e ai n. di mi piace e di commenti ricevuti in generale da quell’azienda. Ciò comporterà una riflessione e un investimento da parte delle aziende per coinvolgere i propri fan anche in ottica SEO. La riprova sociale è sempre più importante e il miglior biglietto da visita di un brand sono i propri consumatori soddisfatti!

graph search

– Il declino del reach organico

Aspetto questo fondamentale per chi si occupa della gestione dei contenuti e ne deve comprendere le logiche di distribuzione sulla piattaforma. Se prima l’attività e il successo di un brand su Fb si misuravano sulla pagina (quindi dimensioni e crescita della community) ora al centro delle strategie c’è l’uso di paid media che siano visibili sulle bacheche degli utenti.  Secondo alcuni (leggi su  we are social ) si tratta di una nuova era in cui il modo di comunicare passerà dal focus sui contenuti pensati per essere condivisi con i fan della propria community a quello su messaggi supportati da investimenti media per raggiungere i consumatori nel proprio newsfeed (l’elenco dei contenuti che appare nella home del profilo degli utenti selezionati in base al famoso algoritmo di Facebook). A mio avviso le due strategie dovranno convivere ed integrarsi per garantire il successo di un brand.

promoted post

Addio ai Post promozionali sulle bacheche degli utenti

Strettamente connesso con quanto suddetto è la decisione di Facebook di escludere dalle bacheche degli utenti i post a carattere esclusivamente promozionale e di vendita o con lo stesso contenuto di annunci pubblicitari. Anche in questo modo il sito incoraggia l’uso di post a pagamento che consentono la diffusione di questo tipo di messaggi al proprio pubblico.  Non bisognerà tuttavia dimenticare di porre attenzione alla qualità dei contenuti, alla loro originalità e al loro aggiornamento per garantire il coinvolgimento e la fidelizzazione dei propri fan. Ricordate la famosa regola dell’80-20 del buon Pareto applicata al marketing sui social media e non esagerate con l’autopromozione!!!

–  La fine del like gate: maggiori guadagni per Fb?

Il like gate è una pratica poco onesta ma praticata da molte pagine su Facebook che offrono app gratis agli utenti a patto di mettere il ‘mi piace’ sulla pagina  e accedere, quindi, alle loro informazioni personali. Le nuove regole introdotte da Facebook a novembre l’hanno vietata (come riportato qui). Problema risolto direte voi… Eppure questa decisione ha prodotto non poche polemiche da parte dei social media manager che accusano la piattaforma di agire non tanto a protezione della privacy degli utenti ma per forzare le aziende a dover pagare Fb per ottenere i like! Il discontento sarebbe legato anche al calo del valore dei famosi ‘mi piace’ dovuto al suddetto declino della reach organica dei post pubblicati sulla pagina. In altre parole è diminuita la possibilità che un utente che abbia fatto like alla pagina veda i post di quella pagina sul suo newsfeed. Difficile sciogliere il nodo di queste polemiche ma certamente la chiave è, nuovamente, la capacità di costruire una relazione profonda con i consumatori.

like

– L’introduzione del bottone call to action per le pagine aziendali (ancora in fase di test negli USA)

Si tratta di un’opportunità interessante per le aziende e consiste nella possibilità di inserire direttamente sull’immagine di copertina della pagina un nuovo pulsante che inviti l’utente direttamente a svolgere un’azione. Tra le opzioni di ‘call to action’ tra cui scegliere vi sarebbero per ora: Iscriviti, acquista ora, contattaci, prenota, scarica, usa l’app, guarda il video (vedi anche l’articolo di Cristina Ielo). In tal modo la pagina acquisirebbe una rilevanza del tutto nuova in ottica promozionale diventando un vero e proprio sito capace di garantire community, interazione e vendita tutto su un’unica piattaforma (si pensi anche all’introduzione del tasto Buy sempre in quest’ottica)! L’e-commerce si evolve sempre più in social commerce e le diverse piattaforme social lo hanno capito da tempo (da Twitter a Pinterest e Instagram per citarne alcune)..

Facebook at work ovvero la nuova applicazione per le aziende (ancora in fase beta)

Infine tra le ultime novità l’instancabile team di Mountain View prepara anche un attacco ai social specializzati nelle relazioni professionali (LinkedIn in testa). Si chiama Facebook At Work la nuova app per ora in fase di test (limitato a poche aziende selezionate) che rappresenta la versione professionale del sito social per consentire ad aziende e dipendenti di comunicare tra loro indipendentemente dai loro profili personali e pagine aziendali (per approfondire leggi anche vincos e di Web in fermento) . Tra i vantaggi la familiarità con la struttura della piattaforma e, quindi, la facilità di utilizzo  che potrebbe migliorare i flussi di comunicazione interna e rappresentare una vera intranet aziendale. Lo scotto da pagare è la non proprietà dei dati inseriti e dei criteri di visualizzazione e diffusione dei contenuti (ancora una volta gli algoritmi!!). Inoltre, vista la molto probabile assenza di pubblicità, il servizio sarà a pagamento. Riuscirà Facebook a conquistare anche il mondo professionale?

Cosa ne pensi di questi cambiamenti? Ne vuoi segnalare altri?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...